settembre 14, 2018

Spettacoli

 

“Menin” – Ira

Mille grotteschi modi di andarsene a rate sul labirinto contemporaneo

Di e con: Stefano Francoia Musica, Lorenzo Meazzini

In breve:

Una città orologio. Eroi borghesi che lottano: non sanno fare altro. Fa comodo.

In quanti modi si può lottare? Quante armi abbiamo raffinato fino a renderle stili di vita? E quanti modi abbiamo inventato per morire? In una metropoli-orologio si può anche morire a rate.
Trasformarsi in un click dell’ingranaggio del grande frullatore globale. Il mito esiste: sempre. E così il Mistero. Il mito parla: la sua voce non è mai stata più chiara.

L’Iliade canta l’Ira. Quel seme distruttivo nella natura dell’uomo: la sua necessità di essere il conquistatore di se stesso. L’ansia di vivere che lo porta alla morte. Per Omero non c’è da temere, però: L’uomo ha la forza di uccidersi. Non ha il potere di distruggere il mondo.

E se invece ce l’avesse? Se gli eroi diventano supereroi piccoli piccoli? Se gli eroi non lo erano poi tanto nemmeno prima? Se l’uomo vede nella sua dolcissima umanità il limite?

E se la città da conquistare è Troia di nome e di fatto? O peggio! Siamo distanti anche da Babilonia, da Sodoma e Gomorra. La Città non fa più nemmeno la mignotta.

Allora “porca Troia!” rimane solo una esclamazione vuota. Il Prigioniero maledice la gabbia che si è costruito con cura e di cui non riesce più a fare a meno. Tossico di vita tossica.


Consigli di viaggio:

Menin” non va capito. Come una città nella tempesta: si vive. Camminare mentre gli occhi, le orecchie e il corpo si nutrono da soli di ciò che serve. Ginnastica dello spirito.

Niente valigia per questo viaggio: non serve. Allacciare le cinture di sicurezza e abbandonarsi alla pura sensazione come sulle montagne russe. Pellegrini nomadi seduti sulla terra: contenuti e protetti. Cullati come un tuorlo nel suo uovo.

 


 

Liberamente tratto da “Il Gabbiano Jonathan Livingstone”

Adattamento e Regia: Stefano Francoia

Con: Stefano Francoia

Musiche: Lorenzo Meazzini

 

Sinossi:

Un muro non è un ostacolo. Un muro è un invito.

Il gabbiano John è fuori: fuori moda, fuori tempo massimo, fuori dalle statistiche, fuori dalle feste, fuori dall’ufficio di collocamento: si “scolloca”.

Il gabbiano è fuori: libero.

Oltre la concezione di “diverso” esiste uno spazio siderale di possibilità. Come camminare oltre l’orizzonte ultimo di ogni evento, oltre il paradiso e l’inferno, al di là del bene e del male. Persino oltre la morte: non c’è resistenza del vento sotto le ali come non c’è sofferenza nel correre incontro ad un glorioso destino. Oltre la morte.

John non vola, non insegue nemmeno la perfezione del volo della conoscenza degli infiniti mondi possibili. O sei il Volo o ti stai perdendo. La sua trasformazione è una conversione senza ritorno e senza sofferenza.

Un gabbiano così respira il dolore della caduta e lo trasforma. Attraverso il suo viaggio la pelle e le piume trasformano fino alla sostanza dell’anima e quando non possono rarefarsi oltre è il mondo che comincia a farsi più sottile.

John è l’araldo degli strani, dei pazzi e dei visionari che giunti in cima alla più alta montagna non sentono un senso di arresto: si fanno spuntare le ali e procedono.

Ogni remeggio delle sue piume vibra direttamente dall’anima e compone la danza dei grandi mistici: quella davanti agli occhi di Dio che incoraggia e, insieme, spaventa il brodo primordiale e gorgogliante della massa.

Descrizione:

La messa in scena si basa sul dialogo poetico fra musica (acustica, elettrica ed elettronica) e narrazione d’accadimento: ripetere senza ripetere mai. La materia è il centro poetico di questo lavoro: oggetti di uso comune e quotidiano, paccottiglie e immondizia si trasformano, come il gabbiano Jhon, da rifiuto indesiderabile a testimonianza di spazi inesplorati. Lattine accartocciate si fanno stormo in caccia mentre stracci lisi si scuotono come onde di marea. Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior.

Durata: 60 minuti

Ridotto per scuole elementari (3-5): 30 minuti

Target: da 9 a 99 anni

Esente Siae

Spettacolo di narrazione su accompagnamento musicale (musiche originali), con uso di figure ad integrazione dell’attore. Service Audio indipendente.

Dotazione tecnica: 4 supporti/corde in caduta dai tiri alla graticcia per sostenere la scenografia mobile.

VIDEO


 

Adattamento teatrale de “I VESTITI NUOVI DELL’ IMPERATORE” di H.C. Andersen

Canovaccio e regia: Stefano Francoia

Con: Matteo D’Amore, Stefano Francoia, Stefano Venarucci

La fiaba parla di un imperatore vanitoso, completamente stregato dalla moda e dagli abiti.

Due imbroglioni giunti in città spargono la voce di essere tessitori fatati e di avere a disposizione un nuovo e formidabile tessuto con la peculiarità di risultare invisibile agli idioti. Tutta la corte per non risultare sciocca finge di vedere la magica stoffa fino alle più esilaranti ed estreme conseguenze: il regno in banca rotta ed il Re che sfila nudo ostentando un abito che non esiste.
L’adattamento teatrale messo in scena con le maschere di commedia dell’arte (pulcinella, brighella, dottore, zanni, ecc) consente agli attori di ricamare con leggerezza sulla vanità, sulla superbia e sull’ingenuità che possono catturare l’animo umano; Si ride con semplicità per trarre, alla fine, un’utilissima morale.

Uno spettacolo leggero e divertente, adatto al teatro ragazzi ma che, in presenza di un pubblico più adulto, risulta appagante.

Età: per bambini da 6 fino a 99

Durata: 50 minuti

Note tecniche:

Lo spettacolo non è sottoposto al pagamento del diritto SIAE. Non ha bisogno di particolare light design perché creato per la luce naturale. Può essere messo in scena ovunque, anche in strada o in spazi non puramente teatrali. Non ha necessità di service audio.

Prodotto e distribuito da: No Dimension ASD – Piccolo Teatro del Bordone

Info: Stefano Francoia 320 751 66 78

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VIDEO

 

 

Spettacolo didattico e interattivo sul vecchio West: assalti al treno, duelli a colpi di pistola e tomahawk e leggende indiane.
Tornerà la pace a Fort Apache? Orso pacifico, Billy Boy e lo Sceriffo White riusciranno a regolare i loro conti?

Durata: 25 minuti

Canovaccio, regia e drammaturgia: Stefano Francoia

Con: Matteo D’amore, Stefano Francoia e Stefano Venarucci

 

 


 

Stornelli, serenate e storie animate accompagnate dal suono della chitarra. Ideale per l’animazione itinerante e di contatto, per l’intrattenimento dei bambini e per l’animazione delle taverne.

Figure centrali del Medioevo: trufferanno e imbroglieranno il pubblico per vendere “lu dito indice sinistro della mano destra de lu Santo Bbastjano”: tutto da ridere!

Durata: 25 minuti

Di e con: Stefano Francoia e Stefano Venarucci